Viceversa

€ 14.00

pp. 112 formato 12,5x19,5

Anno 2021

ISBN 9788860326140

Ungarettiana

Condizioni di vendita

€ 6.99

Anno 2021

ISBN 9788860326164

Ungarettiana

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Un’opera poetica prima è solitamente un luogo di sentieri che si diramano in varie direzioni diverse, un’esplorazione di varie possibilità. «Viceversa» esprime invece una direzione decisa e sostanzialmente unitaria – a parte alcune poe­sie brevissime, con la loro ripresa di un linguaggio lirico di tradizione protonovecentesca. Il linguaggio poetico di Naitana è esigente – verso l’autore prima ancora che verso il lettore. Il che significa che qui la poesia si pone come una (benvenuta) tensione di conoscenza. Questo è anche un libro in certo modo sperimentale, per l’alternarsi di poesie tutte e soltanto in italiano (la maggior parte) con poesie «esofone», secondo il neologismo usato dall’autore: poesie cioè in cui il testo originale inglese è “raddoppiato” dalla versione italiana dello stesso Naitana. È un esperimento che non può essere ridotto al fenomeno sociolinguistico contemporaneo della porosità dei confini, generalmente all’insegna dell’onnipresente lingua inglese. «Esofono» infatti è un aggettivo forte, che evoca non tanto uno sdoppiamento (come se qui entrasse in scena un «Doppelgänger») quanto un’estroflessione o estromissione psicologica – un’articolazione interna del soggetto che va oltre ogni virtuosismo “ventriloquistico”.
La tensione di conoscenza in Naitana si realizza come una sorta di razionalismo magico (non c’è bisogno di scusarsi per un ossimoro, quando si parla di poesia). Razionalismo, per la lucida pensosità del dettato; ma anche magico, per il modo in cui questi versi si avventurano spesso oltre il mondo delle idee chiare e distinte e vanno a esplorare tutt’altri territori: come in «Lato B», dove un forte e reale dolore si dispiega di colpo verso una visione che ignora le normali divisioni spaziotemporali; o in «Prologo» (che non è il prologo del libro, ma una sorta di prologo mitico della storia umana), dove Eva sente la tentazione, non della Conoscenza in senso astrattamente teo-filosofico bensì (scavalcando la retorica biblica) della Storia. Ma la razionalità di «Viceversa» si amplia anche in un’altra direzione, che emerge piano piano nel libro, in un modo quasi pudico: la direzione degli affetti, della tenerezza. E allora, anche quelle brevissime poesie che a prima vista erano sembrate un po’ estranee, trovano la loro giusta collocazione dentro il complesso del discorso: come discreti accenni a quella che resta pur sempre la dolcezza della vita.
(Paolo Valesio)