Agricoltura pratica

€ 24.00

pp. 304 formato 17x24

Anno 2021

ISBN 9788860326362

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Giuseppe Del Moro

Agricoltura pratica

tratta dall'esperienze nel giro d'anni LX

a cura di Daniele Vergari

Nell’Europa settecentesca la circolazione delle conoscenze in materia di scienza, di economia e di tecnica rurale venne progressivamente allargandosi, con la circolazione e traduzione di libri di agricoltura e la comparsa di istituzioni nuove con l’obiettivo di incoraggiare il progresso nelle campagne, tra le quali spicca la nascita dell’Accademia dei Georgofili istituita a Firenze nel 1753.
Un ruolo significativo deve essere riconosciuto alle figure intermedie operanti nei diversi sistemi agrari, cioè a coloro che tendevano ad assumere una funzione direzionale, di guida o di coordinamento dell’attività degli agricoltori (fittavoli, fattori, castaldi, massari, agenti rurali di varia denominazione). Nel sistema agrario toscano, incentrato sulla mezzadria come rapporto di produzione prevalente e sulla fattoria come struttura agraria delle grandi proprietà fondiarie organizzate in poderi, questo ruolo si è identificato a lungo con il fattore, agente del proprietario in campagna, intermediario tra il padrone della terra e i contadini, amministratore della fattoria e sovrintendente alla conduzione delle unità poderali.
«Agricoltura pratica», ad oggi inedito, di Giuseppe Del Moro, condensa le conoscenze e il pensiero di un fattore illuminato nell’età dei lumi, quando anche le campagne furono progressivamente toccate dall’impeto georgofilo del miglioramento agricolo ancorato a una razionalizzazione e a una sistematizzazione delle conoscenze.
Un’opera che, oltre a costituire un arricchimento delle fonti e della documentazione per lo studio dell’agricoltura toscana nel ’700, rappresenta da un lato l’espressione del sistema mezzadrile e dall’altro l’occasione per riflettere sulle dinamiche del sapere agrario e della sua trasmissione, correggendo la troppo netta contrapposizione tra saperi esperti e saperi contestuali.
Presentato il 22 luglio 1758 all’Accademia l’opera di Del Moro ebbe un favorevole giudizio e ne fu auspicata la pubblicazione. Passato per le mani di Ubaldo Montelatici, ispiratore dei Georgofili, il volume si disperse ed entrò agli inizi del XIX secolo nelle collezioni della Biblioteca Palatina e, da qui, confluì nei fondi della Biblioteca Nazionale dove è stato reperito.
La trascrizione, curata da Daniele Vergari, arricchita di note e appendici che contestualizzano e rendono attuale il contenuto del manoscritto è accompagnata da una presentazione di Rossano Pazzagli.
Dopo oltre 250 anni dalla sua presentazione ai Georgofili il testo viene finalmente pubblicato dall’Accademia colmando, in qualche modo, una lacuna nel nostro Archivio storico e confermando che la storia della nostra agricoltura ha profonde radici nel passato.