Una (ri)creazione per scambi e interscambi segnici tra pittura, scultura e parola poetica. Fiduciosa in forme di rinascita per via sonora garanti del miracolo dell’arte fra trasposizioni, mutazioni e accrescimenti di tipo linguistico, la silloge di Francesca Monnetti tenta i suoi ambiziosi e inderogabili traguardi tramite una felice architettura di testi sostanzialmente tenuti insieme da una complessa tessitura musicale. Ne deriva uno spartito poematico pulsante, fresco e originale, che è insieme una sorta di mobile e ardita sintassi che a sua volta, cooperando, scopre, costruisce e indirizza: una sorgiva sintassi in musica, vorremmo dire, mossa dal continuo riferimento all’elemento visivo, in cui un perlustrato paesaggio del reale e già traslate e attraenti rappresentazioni di esso si confondono.
Marco Marchi