Con la scusa delle favole

€ 18.00

pp. 352 formato 12,5x19,5

Anno 2021

ISBN 9788860326010

Narrativa

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Carlo Villa

Con la scusa delle favole

Affresco d’una famiglia assurta a nocciolo impietoso dell’intero Paese nell’Anno Santo pacelliano, in Con la scusa delle favole Carlo Villa penetra nelle stanze vaticane, pittorescamente parificandole all’alloggio familiare che incombe sull’allucinata bottega paterna stipata di santi e messali a ridosso del tetro Vicariato romano e della non meno allusiva sede della DC di piazza del Gesù, retrostante la Piazza Venezia di mussoliniana memoria.
Vi si stagliano nel brulichìo orroroso di così tanti inauditi acquartieramenti, un padre cavaliere della fede e colonnello della guardia pontificia, vindice sul pruriginoso adolescente, protagonista del racconto infernale, che nel tentativo di salvarsi, penetra in luoghi sempre più franosi e impervi manovrando vendette intestine ed evasioni velleitarie, frequentando disperatamente forme espressive sempre più privo d’un domani, assediato dalla pandemia d’un Covid 19 di leopardiana giaculatoria: «È funesto a chi nasce il dì natale»: d’un notturno proveniente anch’esso dall’Asia infettiva.
Carlo Villa, apprezzato dalla critica più accreditata fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso, in questo suo ultimo delirante romanzo impone ancora una volta con acredine e poetica arroganza la sua estrema esigenza morale, avvalendosi d’un bestiario linguistico ordito sempre dal di dentro della fosca materia trattata: com’ebbero a esprimersi al suo esordio Vittorini e Calvino, che per questa sua cifra inimitabile lo vollero all’Einaudi degli anni eroici per ben sette titoli, inaugurandovi nel ’64 la prestigiosa «Bianca» di poesia. Circola nel libro una spavalderia anarchica e una scrittura fervida e serrata nel deformare lessico e sintassi, arricchendoli con instancabile piglio rifondativo, ormai qualificatosi senza riscontri nelle tetre pregiudiziali d’un feroce asservimento commerciale, sordo a qualsiasi speranza salvifica.

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