Un cronista di provincia

€ 7.00

pp. 82 formato 12,5x19,5

Anno 2003

ISBN 88-87048-57-6

Basilischi

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Un cronista di provincia

a cura di Alessandro Agostinelli

Il paese e la città. Follonica e Firenze negli anni Sessanta. Due modi di intendere l'identità civica e la tradizione storico-culturale.
Pieraccini racconta due loro momenti importanti del Novecento: il boom edilizio di un paese che diventa esempio di degrado ambientale; l'inerzia che trattiene una delle più belle città d'arte del mondo dall'aprirsi al nuovo, alle culture straniere e pop.
Questo libro è anche un “manuale” che descrive la semplice storia di una vita; il compendio di un fallimento, cioè il racconto dei limiti umani che non permettono di mutare la passione fervida in lavoro quotidiano.

Giuseppe Pieraccini (Follonica 1926-1989): figlio di una famiglia di commercianti, dimostrò fin dalla giovane età uno spiccato interesse per la letteratura e l'arte. Studiò Filosofia all'Università di Firenze, dove si incontrava con gli intellettuali fiorentini nei circoli letterari e nelle gallerie d'arte (frequentò assiduamente le Giubbe Rosse, dove conobbe, tra gli altri, Romano Bilenchi). Rientrato nella sua cittadina natale, si dedicò con profitto al giornalismo, iniziando un lavoro di denuncia degli abusi edilizi e delle speculazioni urbanistiche che stavano crescendo sul litorale del Golfo di Follonica. Il suo lavoro fu notato dalla redazione centrale de «La Nazione», dove fu chiamato a proseguire la carriera di cronista, con maggiori opportunità. Pieraccini tornò quindi a Firenze.
In seguito, rientrato nuovamente a Follonica, svolse una vita appartata e, ormai in pensione, iniziò un'attività volontaria di catalogazione e di aiuto alla gestione della Biblioteca comunale. Ha scritto articoli e inchieste su «La Nazione», «Nazione Sera», «Giornale del Mattino», «il Golfo». Il suo unico libro è Un cronista di provincia.